A QUALCUNO PIACE CALDO

La prima commedia "travestita" di Hollywood

 

 

Se la morte non esistesse, Billy Wilder l’avrebbe inventata come espediente narrativo. Questa frase emblematica si adatta perfettamente a tutta l’opera del regista di origine austriaca (trapiantato in America), ma in particolare alla pellicola “A qualcuno piace caldo”: quella che è considerata una delle più divertenti farse della storia del cinema, prende le mosse nientemeno che da un sanguinosissimo fatto di cronaca, il massacro del giorno di san Valentino del 1929, a Chicago.

La storia, arcinota, è quella di due giovani musicisti squattrinati e scavezzacollo che, diventati testimoni involontari della suddetta strage, sono costretti a travestirsi da donne e ad aggregarsi ad un’orchestra femminile nella speranza di sfuggire ai gangsters. Gli equivoci si sprecano: come farà Tony Curtis a dichiarare il suo amore a Zucchero Kandinsky (alias Marilyn Monroe), svampita ma dolce cantante dell’orchestra, dovendosi destreggiare tra il suo travestimento da donna e l’identità di ricco petroliere che ha escogitato per attirare la sua attenzione e darle appuntamento? E come andrà a finire la “storia d’amore” tra Jack Lemmon (disposto a tutto pur di risolvere per sempre i suoi problemi economici) e il vecchio rampollo di una ricchissima famiglia che si è perdutamente innamorato di lei/lui? Ma, soprattutto, come faranno i due musicisti a “sopravvivere” all’incontro con i gangsters da cui fuggivano, i quali arrivano “casualmente” nella stessa località dove i protagonisti suonano insieme all’orchestra?

Definita come una delle migliori pellicole di sempre, “A Qualcuno piace Caldo” (il Jazz...) è forse il più famoso film di travestitismo, arricchito da gags strepitose ed un ritmo velocissimo.
Tra le tante cose, assolutamente indimenticabile la sequenza di due incontri amorosi montati “in parallelo”: Jack Lemmon vestito da donna danza appassionatamente, una rosa tra i denti, con il vecchio miliardario, mentre su uno yacht preso “a prestito” Tony Curtis, nelle vesti del miliardario Shell, ha convinto Zucchero/Marilyn a tentare di guarirlo dalla presunta impotenza “psicologica” a suon di sensualissimi baci.

La Monroe, che nel progetto iniziale del film non era prevista, da forse la sua migliore prova di recitazione e deve proprio ai due film interpretati per Wilder il fatto di essere diventata un’icona del 900: se è indimenticabile la sua interpretazione del pezzo “I wanna be loved by you” in “A qualcuno piace caldo”, sempre a Wilder si deve la scena di “Quando la moglie è in vacanza” in cui il vento proveniente dalle grate della metropolitana le alza la sottile gonna bianca.
Il film, forse, non contiene gli elementi di analisi sociale e psicologica di altre commedie di Billy Wilder (come “L’appartamento” o “Non per soldi ma per denaro”) eppure il meccanismo drammaturgico praticamente perfetto costruito da Wilder e lo sceneggiatore I.A.L. Diamond, unito ad un gruppo di interpreti in stato di grazia, pone di diritto la pellicola fra i grandi classici.

Nonostante tutto questo, però, ciò che probabilmente ha reso immortale “A qualcuno piace caldo” è la proverbiale frase di chiusura, a quanto pare inventata sul set: quando Jack Lemmon, stufo di fingere, si toglie la parrucca e rivela finalmente al suo spasimante di essere un uomo e che quindi il loro amore è impossibile, il vecchio imperturbabile (interpretato dallo straordinario caratterista George Raft) afferma: “nessuno è perfetto”…

 

Titolo Originale: SOME LIKE IT HOT
Genere: Commedia
Regia:
Billy Wilder
Cast: Marylin Monroe,Tony Curtis, Jack Lemmon
Paese d’origine: USA - 1959

Durata: 122 minuti

Bruno di Marcello 2005